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TROPPO POTERE ALLE BANCHE: DECRETO “CURA-ITALIA” MA NON TUTTI GLI ITALIANI

In questi giorni il governo sta cercando di attuare misure a sostegno della liquidità attraverso bancario. All’articolo 49 del Decreto n.18 del 17/03/2020 denominato “Cura-Italia”, si parla del Fondo Centrale di Garanzia per le piccole e medie imprese. Per 9 mesi viene concessa alle piccole e medie imprese un fondo di garanzia a titolo gratuito per un importo massimo di 5 milioni per singola impresa, una percentuale dell’80% sull’ammontare di ciascuna operazione. Per interventi di riassicurazione, la percentuale può essere portata al 90%. Non sono, tuttavia, ammesse tutte le imprese. Sono, difatti, escluse quelle classificate come “sofferenze” o “inadempienze probabili”.

Comunque, ai fini dell’accesso al Fondo di Garanzia, l’impresa è sottoposta ad una valutazione effettuata sulla base del modulo economico-finanziario, allegato al Decreto del Ministro dello Sviluppo del 12/02/2019 recante “Fondo di Garanzia per le pmi, nuove modalità di valutazione. Approvazione delle misure di ammissibilità e delle disposizioni di carattere generale” e, come peraltro sottolineato dal sopracitato articolo, in caso di mancato perfezionamento della procedura di ammissione, nessuna commissione è dovuta dall’ impresa non ritenuta idonea.

Inoltre, la lettera d), del comma 1, dell’articolo 49, disciplina testualmente che “sono ammissibili alla garanzia del Fondo finanziamenti a fronte di operazioni di rinegoziazione del debito del soggetto beneficiario, purché il nuovo finanziamento preveda l'erogazione al medesimo soggetto beneficiario di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 10 percento dell'importo del debito residuo in essere del finanziamento oggetto di rinegoziazione”.


In ultimo, il Decreto Liquidità ha introdotto, misure urgenti in materia di accesso al credito per imprese e professionisti, di sostegno alla continuità aziendale, di sospensione di alcuni adempimenti fiscali, nonché l’estensione di alcune attività, nei settori di rilevanza strategica e di giustizia.

Le garanzie statali sui prestiti bancari sono divise in due canali di accesso:

  • SACE S.p.A., una società per azioni facente parte del gruppo italiano Cassa Depositi e Prestiti, la quale è specializzata nel settore assicurativo-finanziari (per le imprese più grandi);

  • Fondo di garanzia per le Pmi (per le imprese fino a 499 dipendenti).

I prestiti garantiti con le nuove regole non sono ancora operativi, occorre attendere l’autorizzazione dell’Unione Europea.

Questi finanziamenti saranno garantiti al 100% dallo stato e saranno messi a disposizione fin da subito, anche se con dei limiti, producendo sicuramente una boccata di ossigeno nel breve termine, ma determinando, però, una situazione debitoria ancora più compromessa per l’imprenditore nel lungo termine.

In questa fase le Banche, purtroppo anziché adottare un atteggiamento di tolleranza nei confronti dei correntisti, concedendo loro una sospensione del pagamento delle rate di mutuo, ricorrono a metodi di ostruzionismo non troppo velati al fine di disincentivare il ricorso a tali procedure di sostegno alla liquidità.

Tutte queste misure genereranno un forte potere contrattuale nelle mani delle banche e determineranno un forte sovraindebitamento di quella parte di soggetti ed aziende che fino ad oggi non erano ancora incagliate.

Il sistema economico finanziario ha bisogno di liquidità per i cittadini ed imprese e non di debiti.

Capiamo lo sforzo importante che sta facendo il governo in questa situazione straordinaria, ma occorrono provvedimenti straordinari e pragmatici.


Antonio Suero


Al seguente link è possibile scaricare il decreto legge 08/04/2020 n.23

https://www.asfinanza.com/wp-content/uploads/2020/04/Gazzetta-Ufficiale-09_04_2020-2.pdf



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