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GIUSTIZIA PER IL CORRENTISTA! IL GIUDICE ANNULLA TUTTE LE SPESE E COMMISSIONI DEL CONTO CORRENTE

(ex art.117 T.U.B.) SENT. 7130/2020 del 12/05/2020 Tribunale di Roma


Grande successo del nostro Team riguardo un conto corrente di un imprenditore contro un istituto di credito, dove il Giudice ha applicato l’art.117 TUB per mancanza di documentazione contrattuale.

Il consulente tecnico del giudice ha evidenziato la mancanza in atti sia del contratto di apertura di conto corrente sia dei contratti di affidamento. Di conseguenza, è stato effettuato il ricalcolo del rapporto, non applicando alcuna capitalizzazione; applicando il tasso legale sia per gli interessi attivi sia per gli interessi passivi, stornando dal conteggio tutti gli addebiti a titolo di spese, commissioni e CMS.

L'art. 117 co 1 TUB prevede espressamente che i contratti bancari «sono redatti per iscritto». Il comma 3 della medesima norma, aggiunge poi che «nel caso di inosservanza della forma prescritta il contratto è nullo».

Questi principi sono stati riaffermati dal Tribunale di Roma, che ha anche evidenziato che nel caso in cui il correntista eccepisca la mancata stipulazione per iscritto del contratto di apertura del rapporto, è onere della banca dimostrare il rispetto della forma prescritta dalla legge.


Il saldo è stato, quindi, rideterminato (confermando i risultati della perizia), espungendo tutti gli addebiti e tutti gli accrediti, effettuati in costanza di rapporto, a titolo di interessi, spese, commissioni, capitalizzazione e calcolando sulle somme, sia a credito sia a debito, i soli interessi al tasso legale dalla data di inizio del rapporto.

Il correntista ha conseguito un risultato positivo ottenendo la restituzione di tutte le somme che erano state indebitamente percepite dalla Banca.


clicca sul link per visualizzare la sentenza

https://www.asfinanza.com/wp-content/uploads/2020/05/Sentenza-new-rep.6949_2020.pdf

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